01/01/2009
2008 anno terribile per il centrosinistra
Il 2008 è stato un anno terribile per la politica del centro-sinistra italiano: si è aperto con la caduta del Governo Prodi, è proseguito con la vittoria trionfale di Berlusconi alle elezioni politiche, per chiudersi con le inchieste giudiziarie a diversi amministratori locali iscritti nelle file del Partito Democratico.
Come ho commentato in precedenti occasioni la vittoria del Cavaliere è maturata innanzitutto per demerito dei suoi avversari che si sono ‘suicidati’ politicamente e l’alternativa che si è tentato di ricostruire non è stata ritenuta credibile dalla maggior parte degli italiani nella cui memoria era ancora troppo fresca l’immagine dei frequenti litigi fra Mastella e Di Pietro o tra Diliberto e il suo Governo.
L’intreccio tra politica e affari, la cosiddetta ‘questione morale’, non è questione solo di oggi ma di sempre. Nel mondo della politica, dove si amministra denaro pubblico, per gli uomini politici le occasioni di arricchimento personale si sprecano. Pretendere denaro in cambio di favori, o cedere alle lusinghe dei potentati economici in cerca di permessi o fondi pubblici, sono purtroppo fenomeni di un malcostume politico da sempre diffuso e che neanche le inchieste di Mani Pulite (in tutti i modi ostacolate dai politici che hanno qualcosa da nascondere) sono riuscite ad estirpare.
I casi di esponenti del Partito Democratico indagati per reati di corruzione dimostrano che in ogni schieramento politico è necessaria una selezione più attenta della classe dirigente favorendo le persone di specchiata onestà e emarginando tutte le persone che si macchiano di fatti illeciti che rendono la politica una cosa ‘sporca’. Mi rendo conto che questo discorso può apparire troppo idealista ed ingenuo ma se non si affronta seriamente questo nodo non avremo mai dei buoni politici che fanno una buona politica. E se i reati di cui si sono macchiati certi uomini politici serviranno a ‘fare curriculum’ del politico perseguitato dai giudici, anziché ad allontanarlo dalla gestione del denaro pubblico, avremo sempre politici corrotti anche ai vertici delle istituzioni.
E’ necessaria tra i cittadini un maggiore senso di indignazione verso le illegalità commesse dai nostri uomini politici, e che l’onestà e la trasparenza tornino al ruolo di valori condivisi mentre oggi sembra che siano più apprezzati la furbizia e la scaltrezza di chi commette atti illeciti e poi riesce a farla franca utilizzando qualsiasi mezzo, anche leggi approvate apposta per raggiungere lo scopo.
Parlavo di 2008 anno terribile per il centrosinistra italiano, perché per fortuna nel resto del mondo l’anno che si è appena chiuso verrà senz’altro ricordato per l’elezione di Barack Obama come presidente degli Stati Uniti. Democratico, primo presidente afro-americano, sembra finalmente chiudere una brutta epoca segnata dalle guerre e dalle maniere spicce da cow-boy del suo predecessore, per aprire un’epoca di multilateralismo, cioè di maggiore collaborazione tra le nazioni nel decidere le sorti del nostro mondo, con la diplomazia e la ricerca di dialogo di nuovo al centro della politica internazionale.
Spero che questo storico avvenimento sia di buon auspicio per l’anno che è appena iniziato (come nella spiritosa immagine qui riportata). A tutti noi, buon 2009!
23:31 Scritto da: lucianorosso in Politica nazionale | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: politica albese, partito democratico | OKNOtizie |
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22/11/2008
Consigli di lettura: Martini e Bianchi
Mi hanno particolarmente colpito alcune frasi del card. Carlo Maria Martini sul suo ultimo libro 'Conversazioni notturne a Gerusalemme - Sul rischio della fede' : 'Non pensare in modo biblico ci rende limitati, ci impone dei paraocchi non consentendoci di cogliere l'ampiezza della visione di Dio'. 'Il pericolo nel quale si può incorrere (anche nella Chiesa) è quello di lasciarsi condizionare dalla «mentalità ristretta» dell'individualismo imperante, dalla paura del diverso e dall'indifferenza per i bisogni dell'altro, preoccupati soltanto di guardare a se stessi, fino a fare di se stessi un assoluto.
È necessario, dunque, formarsi alla scuola della Parola. Infatti, spiega Martini, «in tutta la Bibbia, Dio ama gli stranieri, aiuta i deboli, vuole che soccorriamo e serviamo in diversi modi tutti gli uomini»
Questo è solo uno dei molti spunti interessanti che il card. Carlo Maria Martini, come sempre profondo ed essenziale, ci propone in questo libro di cui consiglio la lettura. Per una presentazione più approfondita vi rimando all'articolo di Bartolomeo Sorge apparso sul numero di novembre di Aggiornamenti sociali (www.aggiornamentisociali.it).
Un altra lettura che consiglio è l'articolo apparso su LA STAMPA del 16 novembre (che riporto qui sotto) di Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, che spiega in modo chiaro e illuminante quanta incoerenza c'è in molti personaggi politici che si dichiarano paladini delle radici cristiane della nostra cultura per poi proporre leggi e atteggiamenti discriminatori nei confonti degli ultimi, dei più poveri, di chi fa più fatica a vivere ed integrarsi nella nostra società. I frutti di buone radici cristiane sono l'attenzione e l'aiuto verso i fratelli bisognosi, non la loro criminalizzazione. Buona lettura
I frutti malati delle radici cristiane
Una lunga tradizione di accoglienza stride con l’attuale criminalizzazione del diverso
di ENZO BIANCHI
«Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi?». A questa metafora contadina usata da Gesù mi capitava di tornare sovente nella recente stagione in cui appassionate discussioni ruotavano attorno all’inserimento o meno di un richiamo alle «radici cristiane» nella costituzione europea. Ero infatti perplesso di fronte a tanto zelo mostrato da paladini di recente arruolamento nelle file della cristianità, i quali però non apparivano altrettanto solerti nel cercare modalità per tradurre in comportamenti quotidiani, sia individuali che collettivi, la linfa che quelle radici avrebbero dovuto fornire all’albero della società civile europea.
Ora, che nel passato anche recente ci sia stata abbondanza di frutti, di segni visibili di una identità cristiana di tanti cittadini, associazioni e istituzioni italiane ed europee è un dato innegabile. Che si tratti di monumenti storici, di opere artistiche o di tesori letterari, di festività e calendari o di usi e consuetudini familiari, di orientamenti etici o di opzioni politiche, è tutto un patrimonio culturale che testimonia come il cristianesimo abbia saputo plasmare - anche nel confronto con la tradizione classica e, a volte in modo non sempre pacifico, con l’ebraismo, l’islam, la filosofia dei Lumi - il ricco e variegato mondo europeo nel quale oggi viviamo.
Secoli di presenza cristiana e di faticosa, sofferta dialettica con sistemi religiosi, istituzioni civili, pensieri filosofici, ideologie politiche diverse hanno sedimentato modi di pensare e di agire, sensibilità comuni, sentimenti condivisi. Ci sono addirittura figure di santi o brani evangelici che sono diventati paradigmatici anche per chi non condivide la fede cristiana: basterebbe pensare alle tante chiesette delle nostre campagne dedicate a san Martino - un santo «europeo» per le vicende della sua vita trascorsa tra Pannonia e Gallia - che dona il suo mantello a un mendicante. E chi non conosce la celebre scena del giudizio riportata dal Vangelo di Matteo, in cui viene chiesto conto a ciascuno di come si è comportato nei confronti di affamati e assetati, di stranieri, malati e carcerati, insomma degli ultimi identificati a Cristo stesso?
Il permanere di questo patrimonio di idee e di ideali che hanno saputo tradursi in azioni concrete e quotidiane, la solidità di queste «radici» che hanno alimentato piante rigogliose capaci di dare frutti mi paiono stridere tragicamente con sentimenti, ragionamenti, disposizioni amministrative o legislative che presentano un quadro palesemente in contrasto con un’identità cristiana proclamata verbalmente. Si assiste giorno dopo giorno a una progressiva criminalizzazione del diverso, dello straniero, del povero e del debole: impronte digitali prese a bambini di un’etnia minoritaria, classi speciali che ostacolano quell’integrazione che dicono di voler promuovere, schedatura di chi vive senza fissa dimora, allontanamento dei mendicanti dai luoghi dove la loro vista turberebbe chi non li degna nemmeno di uno sguardo, ronde private non necessariamente disarmate, introduzione del reato di «presenza» in Italia, messa in discussione della gratuità e universalità delle cure di pronto soccorso... Purtroppo l’elenco si allunga ogni giorno, e ogni nuova proposta discriminatoria suscita isolate reazioni, in particolare dal Pontificio Consiglio Iustitias et Pax, subito bollate di «buonismo» e viene poi digerita e assimilata, in attesa di un boccone ancor più amaro da trangugiare.
E intanto, grazie a questo clima, le cui dominanti non sono certo cristiane, un senzatetto viene arso vivo sulla panchina su cui dormiva, un nero viene picchiato e oltraggiato, un mendicante viene assalito e percosso, dei nomadi vengono inseguiti e cacciati... E l’odio, questo nefasto sentimento che sta accovacciato nel cuore dell’uomo e che un tempo assumeva connotazioni di classe focalizzandosi contro i ricchi, i potenti, gli oppressori, ora è rivolto verso quelli che sono semplicemente «altri» e che non si vogliono più vedere accanto a noi.
Ora, nessuno chiede che uno stato moderno trasponga le esigenze del vangelo in articoli di legge o in commi del codice civile, ma resta l’interrogativo di quali principi ispirino i comportamenti non solo dei singoli, ma delle istituzioni e dei corpi sociali. Quali valori troviamo oggi nel vissuto concreto e nella progettualità politica che possano essere ascritti alle «radici cristiane» di cui a ragione riteniamo di poterci gloriare? Quali frutti ha dato l’albero che per secoli abbiamo visto crescere e ramificare nutrito da quelle radici?
È miope la visione di chi crede di risolvere i problemi dandogli il nome di reato, è falsante l’opzione che trasforma il diverso in criminale, è distorta e controproducente l’identificazione dell’immigrato con l’invasore, del povero con il disturbatore della quiete, dell’emarginato con il sovversivo. No, abbiamo bisogno di un soprassalto di dignità umana prima ancora che cristiana, abbiamo urgente necessità di ritrovare in noi e attorno a noi il rispetto per la dignità di ogni essere umano, abbiamo un’esigenza vitale di riscoprire come il bisognoso è uno stimolo e non un intralcio a una società più giusta. Se continuiamo a confondere la sicurezza con l’esclusione di ogni diversità, se continuiamo a nutrire le nostre paure invece che ad affrontarle, se crediamo di poter uscire dalle difficoltà non assieme ma contro gli altri, in particolare i più deboli, ci prepariamo un futuro di cupa barbarie, ci incamminiamo in un vicolo cieco in cui l’uomo sarà sempre più lupo all’uomo.
Forse sta diventando tragicamente vera anche per noi la situazione icasticamente descritta dal famoso detto della sapienza indiana che sembra modellato sugli apoftegmi dei monaci del deserto: due lupi stanno lottando dentro ciascuno di noi e nella nostra società contemporanea, uno pieno di rabbia e rancore, di risentimento nei confronti del diverso, l’altro animato da compassione e amore intelligente. Anche questa volta preverrà il lupo che avremo saputo nutrire meglio nel nostro quotidiano.
18:07 Scritto da: lucianorosso in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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11/08/2008
Al potere per fare gli affari suoi
Non c’è stato bisogno di attendere molto tempo dalle elezioni che il Cavaliere è uscito allo scoperto e ha rivelato a tutti perché gli stava tanto a cuore il suo ritorno ai vertici dello Stato. Ora appare chiaro come il sole che la sua maggiore preoccupazione era bloccare i processi di cui è imputato per evitare che dibattimenti o sentenze imbarazzanti gettassero luce su suoi affari ‘poco chiari’, per usare un eufemismo. E allora l’affanno dei suoi onorevoli avvocati nella stesura di leggi ed emendamenti per bloccare intercettazioni telefoniche troppo compromettenti sulla compravendita di Senatori nella passata legislatura, o per bloccare i processi che procedono più spediti verso una sentenza che si preannuncia pesante, come sulla corruzione dell’avvocato Mills per falsa testimonianza in altri processi o la corruzione di Agostino Saccà (ex direttore della Rai e poi di Raifiction) per la “raccomandazione” di 5 attrici. Invece di chiarire pubblicamente i fatti davanti agli elettori e ai giudici nei Tribunali, preferisce aggirare il problema con leggi fatte su sua misura. E accusa i magistrati di perseguitarlo politicamente, innescando un pericoloso conflitto tra poteri dello Stato. Dapprima un emendamento al “decreto sicurezza” che oltre ai suoi processi in corso ne avrebbe sospesi altri 100.000 perché rientravano tra i reati meno gravi da non perseguire prioritariamente. Poi l’emendamento è diventato meno vincolante (la sospensione del processo a discrezione del giudice), quando con il Lodo Alfano, che blocca i processi pendenti per le quattro più alte cariche dello Stato, riesce a cavarsela dagli impicci.
D’altronde c’era da aspettarselo. Già nella legislatura dal 2001 al 2006 il governo Berlusconi si rese artefice di una serie di leggi “ad personam” fatte appositamente per risolvere i suoi problemi giudiziari. Ne elenco alcune delle tante: la depenalizzazione con tempi di prescrizione ristretti per il reato di falso in bilancio che lo rese non più perseguibile in diversi processi, la legge sulle rogatorie internazionali con cui si tentò di rendere inutilizzabili le pericolose prove dei passaggi di denaro dei conti in banche svizzere o in paradisi fiscali, l’opposizione (della sola Italia tra le nazioni europee) al mandato di cattura europeo per reati finanziari nel timore di dover rispondere per i reati di cui era indagato in Spagna, la Legge Cirami nel tentativo di spostare i processi in altri Tribunali facendoli ripartire dall’inizio, il Lodo Maccanico o Schifani che prevedeva l’immunità delle 5 più alte cariche dello Stato e che verrà annullato dalla Corte Costituzionale, la legge Cirielli per ridurre i tempi di prescrizione di certi reati finanziari, la legge per vietare il ricorso in appello per l’accusa che viene bocciata dalla Corte Costituzionale. Per non dimenticare i condoni fiscali, lo scudo fiscale che gli permette il rientro in Italia di capitali illegalmente esportati all’estero, la legge spalma debiti per le società di calcio indebitate come il suo Milan, la legge Gasparri e la legge sul conflitto di interessi per consolidare la posizione dominante di Mediaset nel panorama televisivo e l’assenza di incompatibilità con ruoli di potere politico, il decreto salva Rete4, gli aiuti di stato ai decoder venduti da suo fratello, e poi altre ancora.
Ma perché gli italiani gli hanno concesso la fiducia per altri 5 anni? A mio parere i motivi posso ricondursi a due: lo strapotere mediatico e la sfiducia nell’alternativa.
L’essere padrone di 3 reti a grande diffusione nazionale e l’avere diversi uomini fidati nella RAI gli permette di bombardare quotidianamente noi italiani dai TG e altre trasmissioni con slogan elettorali studiati ad arte dal marketing pubblicitario o suscitando paura e insicurezza con fatti di cronaca nera enfatizzati soprattutto se i carnefici sono cittadini extracomunitari. Gli slogan sono efficaci ed entrano nel cervello anche quando sono cretinate senza fondamento. Diffondendo paure infondate o esagerate in particolare verso lo straniero fa presa sull’emotività della gente, a cui si presenta come l’uomo forte che ci libererà da questi pericoli.
Quando l’alternativa è un Governo che ogni giorno si presenta diviso e litigioso e i suoi esponenti usano i mass-media per mandare messaggi intimidatori agli altri alleati, anzichè presentare i buoni risultati di governo, il gioco del Cavaliere diventa facile. Il Governo Prodi ha fatto cose egregie, ad esempio sul fronte del risanamento del bilancio pubblico o sulle politiche del lavoro, ma i suoi esponenti hanno dato una pessima immagine. E nella società di oggi l’immagine conta più della sostanza.
La coraggiosa svolta di Veltroni per una coalizione di governo più unita nel Partito Democratico non ha mietuto i successi sperati nell’elettorato cosiddetto ‘moderato’. Tra le cause, oltre alla sciagurata alleanza coi radicali che ha allontanato parte del voto cattolico, anche un linguaggio che raggiunge le persone più colte e informate, ma non fa breccia sulla gente meno attrezzata criticamente a difendersi dal bombardamento televisivo.
23:48 Scritto da: lucianorosso in Politica nazionale | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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16/06/2008
Alba città degli orrori
Quella che segue è una lettera al direttore di Gazzetta d'Alba scritta con intento provocatorio, insieme ad un amico, sulle brutture artistiche che hanno invaso la nostra città...
Egregio Direttore
Pensiamo che la nostra città di Alba, oltre a potersi fregiare del titolo di città medaglia d’oro alla Resistenza, città del tartufo e del vino, stia sempre più diventando città degli orrori, che spuntano come funghi.
L’elenco è lungo, ne ricordiamo alcuni:
ORRORE N.1 – PIAZZA DUOMO – Nella piazza storica più caratteristica sono spuntati 3 funghi verdi, delle specie di verande che ne deturpano la bellezza
ORRORE N.2 – Già sfrattato da Piazza Savona ora il “monumento” arrugginito alla Resistenza è stato relegato dietro al Duomo ma il suo posto più adatto secondo noi è nella discarica
ORRORE N.3 – CORSO EUROPA - Oggetto enorme non identificato di ferro arrugginito campeggia in una rotonda. Meglio rimuoverlo prima che induca i turisti a fuggire e susciti le ire dei cittadini che lo hanno pagato coi loro soldi…
ORRORE N.4 – SAN DOMENICO – Il bel San Domenico nonché monumento nazionale è deturpato da un’enorme croce rossa appesa che eclissa la splendida abside. A destra un enorme “quadro” allucinante e una donna di latta completano lo scempio perpetrato.
ORRORE N.5 – MADDALENA – Il restauro degli affreschi è stato accompagnato da inquietanti sparizioni: la Chiesa è stata spogliata dei banchi, delle tende di velluto rosso porpora, del Sacro Cuore e dei fregi di casa Savoia dal pavimento. Con la chiusura per lavori del Duomo che si protrae da anni, San Domenico galleria d’arte di cattivo gusto, San Giuseppe percorso archeologico, Santa Caterina Auditorium e la Maddalena museo sono 5 le chiese nel centro storico sottratte al culto degli albesi. Quando saranno restituite alla funzione per cui vennero edificate? Alle Messe della domenica pomeriggio in San Giovanni e San Damiano molti fedeli, anche anziani, sono costretti a stare in piedi.
ORRORE N.6 – VIA BELLI – Da non credere ai nostri occhi: è stata aperta una nuova finestra su un antico affresco! (vedi foto) Chi ha dato il permesso per un simile scempio?
ORRORE N.7 – VIA ROMA – Sotto i portici in Via Roma incontri ravvicinati del terzo tipo (con gli extraterrestri). Le lampade appese sembrano navicelle spaziali tratte da un film di fantascienza.
ORRORE N.8 – PIAZZA SAN GIOVANNI – Trasformata in piazza del mercato del sabato è stata arredata da panchine spaziali tondeggianti in ferro che d’estate diventano roventi: provate a sedervi!
ORRORE N.9 – PIAZZA MEDFORD – Altro pezzo di ferro arrugginito non identificato (ma le hanno rifilate tutte a noi queste patacche?)
ORRORE N.10 – PIAZZA MONS. GRASSI – Il monumento al lanciatore di peso nella rotonda dovrebbe rappresentare il campione di pallone elastico Augusto Manzo. A detta chi lo conobbe non gli somiglia per niente e in mezzo al traffico non sta proprio bene
ORRORE N.11 – VIA EINAUDI – Altro tentativo fallito di sfruttare uno spazio tra il traffico cittadino è una ruota dentata con uomini dentro che girano. Ma chi saranno?
Siamo veramente disgustati da questi obbrobri contro il buon gusto, un vero pugno nello stomaco. Ai suoi numerosi lettori sottoponiamo una domanda: che fine ha fatto il gusto per il bello e l’arte nella nostra città? ‘Il bello è lo splendore del Vero’ come diceva Platone, è aforisma superato?. ‘La bellezza salverà il mondo’ scriveva Dostojevski. Se non lo salverà, che sia almeno un po’ migliore!
Lettera firmata
23:40 Scritto da: lucianorosso in Politica albese | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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25/03/2008
Davvero si può fare!
Siamo entrati in campagna elettorale e i toni sono sempre gli stessi: dure critiche agli avversari fino allo sfottìo, strumentalizzazione di ogni avvenimento di attualità, propaganda fatta di slogan senza fondamento ripetuti fino alla noia.
L’unico che si distingue in questo ‘pollaio elettorale’ mi sembra Walter Veltroni, che cerca di parlare innanzitutto del suo programma elettorale di ammodernamento del Paese. Scelta coraggiosa la sua e del Partito Democratico di ‘correre da soli’, prendendo le distanze dagli ex-alleati del Governo Prodi che hanno causato continui litigi e paralisi decisionali, anche se sono stati i risentimenti personali di Mastella a farlo cadere.
Veltroni ammette i problemi del Governo Prodi ma ne riconosce gli indubbi meriti: il risanamento dei conti pubblici disastrati dal precedente Governo Berlusconi, che tutta l’Europa ci riconosce, grazie anche a maggiori entrate derivanti dalla positiva lotta all’evasione fiscale e l’inizio di un processo di redistribuzione che è partito dalle categorie più in difficoltà (pensionati e lavoratori dipendenti con i redditi più bassi).
La scelta di Walter ha sconvolto il panorama degli schieramenti politici ed è coraggiosa perché ha rinunciato ai voti di potenziali alleati per formare una coalizione con idee più chiare e nette. Inoltre ha portato una ventata di novità e moralità nelle scelte dei candidati: stop ai vecchi politici e a coloro che hanno pendenze giudiziarie, largo alle donne (42% dei candidati) e ai giovani (30% dei candidati hanno meno di 40 anni). Una bella differenza rispetto a chi candida più o meno sempre le stesse facce da 15 anni, a chi accoglie tra le sue fila coloro che non hanno potuto candidarsi nel PD come De Mita, o chi ha manifestato idee fasciste ma è un importante editore come Ciarrapico, o un condannato per favoreggiamento mafioso come Totò Cuffaro, che per questo motivo è stato costretto a dimettersi da Presidente della Regione Sicilia.
Il programma del Partito Democratico punta ad una modernizzazione del Paese con più investimenti in ricerca e infrastrutture, una graduale diminuzione delle imposte e un maggiore controllo della spesa pubblica, un’attenzione particolare ai lavoratori precari (compenso minimo legale di 1000 euro netti mensili), alle famiglie e a chi percepisce bassi redditi, una politica per la casa, la sicurezza, il funzionamento della giustizia e della scuola (per il programma dettagliato vai su http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.as...).
L’unico errore che riconosco al Partito Democratico è di avere portato a bordo gli ex-radicali (anche se a Pannella è stato impedito di ricandidarsi), che crea consistenti dubbi tra gli elettori cristiani sulla rappresentanza dei loro valori.
19:30 Scritto da: lucianorosso in Politica nazionale | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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27/01/2008
Una crisi per futili motivi
L’augurio che feci nel bilancio di fine anno purtroppo non si è avverato, piuttosto il suo contrario: il Governo Prodi è caduto e nel peggiore dei modi, cioè per motivi futili.
Il protagonista della caduta non è stato Lamberto Dini come si temeva (anche se alla causa si è prodigato dando un sostanziale contributo), ma Clemente Mastella, ex-Ministro della Giustizia, che con la moglie, Presidente del Consiglio Regionale della Campania, è sotto inchiesta giudiziaria per appalti truccati e nomine pilotate. In un primo tempo Mastella ha dato le dimissioni da Ministro, assicurando però col suo partito un appoggio esterno al Governo, per poi cambiare idea e decidere di non appoggiarlo più poichè i suoi membri non gli avevano dimostrato abbastanza solidarietà per i suoi guai giudiziari.
Quindi il Governo cade a causa di vicende personali e sentimentali di un suo Ministro, o meglio, a causa dei risentimenti personali di chi vuole essere a tutti i costi una primadonna nel panorama politico italiano.
Non eravamo mai caduti così in basso. Anziché il bene del Paese e dei suoi cittadini, quello che conta sono le vicende e i risentimenti personali.
Questi almeno sono gli argomenti di copertura della vicenda. Il sospetto di molti è che Mastella e il suo partitino vogliano andare subito alle urne perché si stavano compiendo importanti passi verso una riforma elettorale che avrebbe obbligato i piccoli partiti ad aggregarsi con altri, pena la loro estinzione a causa di una soglia di sbarramento. Questo sarebbe stato un traguardo importante verso una maggiore governabilità dell’Italia, sempre sotto il ricatto di piccoli partiti che decidono, come in questo frangente, le sorti di un intero Governo. La sostanza della vicenda non cambia: quello che conta sono le sorti del proprio partitino, del bene del Paese chi se ne frega!
In ogni caso con la caduta del Governo Prodi è finita l’esperienza dell’Unione come aggregazione di forze politiche contro Berlusconi. Si è riusciti per 2 anni a tenere lontano dalle leve del potere quest’uomo anche questa volta senza riuscire ad approvare una legge sul conflitto di interessi, per rendere incompatibile potere politico e potere economico come avviene in ogni nazione civile, e la riforma del sistema radiotelevisivo per dare più spazio a voci diverse che oggi non ce l’hanno.
Nel progetto dell’Unione si è dato spazio a forze troppo diverse tra loro e con un programma troppo vago e dalle diverse interpretazioni. Ora si riapriranno i giochi all’interno delle due coalizioni.
La crisi che si è aperta è una ‘crisi al buio’. Sarà il Presidente Napolitano che dovrà valutare se sciogliere le Camere e mandarci ad elezioni anticipate, o tentare un Governo provvisorio per riformare questa sciagurata legge elettorale, che favorisce la frammentazione e toglie al cittadino la scelta dei propri rappresentanti, e magari accompagnata da qualche riforma costituzionale per ridurre il numero dei parlamentari e assegnare più poteri al Presidente del Consiglio.
22:40 Scritto da: lucianorosso in Politica nazionale | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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31/12/2007
Bilancio politico di fine anno
Fine anno: tempo di bilanci. Dopo l’ennesima ‘suspence’ delle 4 fiducie al Senato sono state approvate la Legge Finanziaria 2008 e la legge sul Welfare. Possiamo tirare un sospiro di sollievo per la temporanea tenuta del Governo.
Ma il centro-sinistra sta ripercorrendo gli stessi errori di 10 anni fa: sforna delle buone leggi, come quella sul welfare che segna diversi miglioramenti per le persone più disagiate, ma anziché venderle bene continua a sfiancarsi al suo interno, mettendo in piazza un dibattito che dovrebbe tenersi a porte chiuse. E questo non fa che perdere consensi.
Poi si naviga troppo a vista: il voluminoso programma elettorale si è dimostrato troppo vago e oscuro nella traduzione concreta, rendendo necessari continui cambiamenti di rotta, senza obiettivi a lungo termine. Per continuare con un’immagine nautica: chi vorrebbe un comandante che deve cambiare continuamente rotta e che passa la maggior parte del tempo a mediare tra i suoi vice che litigano in continuazione fra loro? Verrebbe la nostalgia del vecchio comandante che sembrava aver chiara la rotta da seguire e che sembrava dominare meglio i suoi alleati!
Già, il vecchio comandante… Con la pubblicazione delle telefonate che intercorrevano tra Berlusconi quando era Presidente del Consiglio ed alcuni dirigenti RAI che in realtà lavoravano per la concorrenza, è risultato lampante un caso di abnorme conflitto di interessi, situazione in cui Mediaset ha goduto di indubbi vantaggi ed aumentato i suoi profitti a scapito del servizio pubblico.
Quest’uomo è incompatibile con una posizione di potere.
Un’altra grave nefandezza che è venuta alla luce è il tentativo del Cavaliere di ‘acquistare’ Senatori della Repubblica per mandare in crisi il Governo Prodi, come in una campagna acquisti di giocatori per il suo Milan. Quest’uomo è indegno di una posizione di potere, anche per il modo poco limpido con cui si è arricchito, e le leggi costruite su misura per toglierlo dai guai giudiziari.
La nascita del Partito Democratico ha seminato scompiglio anche nel centro-destra con la definitiva fine della Casa delle Libertà e la nascita in quattro e quattr’otto di un nuovo partito di cui è padrone Berlusconi. E i suoi ex-alleati ne prendono le distanze con dichiarazioni durissime.
Quest’uomo è inadatto a fare politica, è abituato a comandare aziende senza discussioni e compromessi, attorniato da cortigiani sempre d’accordo col padrone. E’ più adatto a fare il dittatore.
Cosa possiamo augurarci per l’anno che verrà? Un centro-sinistra meno litigioso e più coeso che riesca a portare in porto provvedimenti importanti e li sappia presentare bene al Paese. Che Lamberto Dini rientri nei ranghi e si dimostri più ragionevole. E che nel centro-destra tramonti definitivamente il berlusconismo e la prospettiva di una sua dittatura, per una politica più seria e con meno slogans. Buon anno a tutti!
00:00 Scritto da: lucianorosso in Politica nazionale | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: politica, pd, partito democratico, berlusconi, governo prodi | OKNOtizie |
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03/11/2007
Considerazioni sulla politica albese
Espongo brevemente alcune considerazioni personali su questioni della nostra città.
TARSU
Secondo me dobbiamo rimarcare l'aumento spropositato (+33%!!!) della Tassa Rifiuti nel 2007 il cui pagamento era in scadenza il 30 settembre. Un aumento che colpisce tutti i cittadini e a cui non corrisponde alcun servizio nuovo o miglioramento dell'esistente. Ciò è il risultato di una pessima pianificazione a livello di Consorzio, in particolare dell'alto costo dell’impianto di pre-selezione di Sommariva Bosco (15 milioni di euro), che mi risulta sia inutilizzato perché sovra-dimensionato.
PRG
NUBIFRAGIO
Di fronte ai danni conseguenti al nubifragio del 30 agosto, in particolare per quanto riguarda il Rio Misureto, ritengo doveroso far notare che il problema si ripete da un certo numero di anni (provate a chiedere a don Valentino e vedrete cosa vi risponde) e che chi amministra da 8 anni la città ha fatto tanti annunci ma nessun intervento per risolvere il grave fenomeno che si ripeterà alla prossima abbondante pioggia.
18:30 Scritto da: lucianorosso in Politica albese | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: politica albese | OKNOtizie |
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22/10/2007
Grandi attese intorno al Partito Democratico
Con le elezioni primarie del 14 ottobre è nato il Partito Democratico. Si temeva una mera fusione tra gli apparati dei partiti DS e Margherita, un’operazione calata dall’alto dai vertici romani. E invece, l’affluenza di più di 3 milioni di cittadini ai seggi di tutta Italia lascia sperare in un’operazione appoggiata dalla base degli elettori.
Adesso attorno al nuovo Partito Democratico ci sono grosse attese che non devono andare deluse. C’è attesa di maggiore unità nell’Unione, in questa maggioranza che è chiamata a sostenere il Governo del Paese, ma che sta ripetendo lo stesso errore di 10 anni fa, cioè di mettere in piazza le diverse posizioni di partito anziché impegnarsi a risolverle in privato, dando un’immagine di litigiosità quotidiana insopportabile.
C’è attesa di risposte ai problemi del Paese più che di battute ad effetto da cabarettisti da parte dei nostri uomini politici. Meno ricerca di immagine, di apparire sui mass-media e più risolutezza.
Ma questa grossa e inaspettata affluenza alle primarie, secondo me, sottende una grande attesa di partecipare, di poter dire la propria in un panorama politico dove le decisioni vengono troppo calate dall’alto dei vertici romani, senza un’adeguata consultazione della base.
E allora il nuovo partito che sta nascendo è chiamato a favorire in ogni modo la partecipazione dal basso, dalla base dei circoli o sezioni che si andranno a formare, dagli organi periferici che non devono solo essere considerati luoghi per arruolare volontari utili idioti per le campagne elettorali.
Occorre individuare nuove forme di partecipazione, soprattutto nelle decisioni importanti, attraverso consultazioni periodiche della base, anche avvalendosi dei nuovi strumenti offerti dalla tecnologia (Internet in particolare).
Occorre, inoltre, fare attenzione che il nuovo partito che nasce su base federale non diventi un partito torinocentrico, dove le decisioni vengono prese dai vertici del capoluogo e dove le periferie non contano nulla.
Auguriamoci che queste attese del popolo delle primarie non vengano deluse.
00:05 Scritto da: lucianorosso in Politica nazionale | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: politica, pd, partito democratico | OKNOtizie |
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